i parenti - Nuovo Progetto 2

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i parenti

le persone

Sicuramente ero più affezionato ai parenti di mio papà, anche perché, quando i miei erano al lavoro, spesso, all'età di 5-6 anni, mi parcheggiavano da mia zia Carmen, detta Ginin, in via XX Settembre al 45.

Era piacevole frequentare la sua casa... e spesso c'erano anche mia zia Maria, mia cugina Marisa e mia nonna Pina.
Mi ricordo le discussioni concitate che animavano l’ambiente: io parlavo poco, mi limitavo a osservare con un certo interesse le mani di mia zia Ginin che, con la maestria di una sarta provetta (faceva la sarta per bambini) tagliava, imbastiva e cuciva stoffe spesso usate e rivoltate.

Oltre a guardare, cercavo di rendermi in certo qual modo utile con un'operazione impegnativa e di "grande responsabilità": la macinatura del caffè. Mi ricordo quel vecchio e scassato macinino di legno che un giro sì e uno no si inceppava e la mia inesauribile caparbietà nel non dargliela vinta.

Ricordo anche i parenti di mia mamma: zia Agnese, zia Peppina, zia Antonietta le cugine Zina e Adele e poi ancora mio nonno Angelo.

Mio nonno Angelo, viveva a Santa Chiara, la casa di riposo di Lodi. Alla domenica veniva a casa nostra a trovarci con la sua fedelissima cagnetta. Quello che mi è rimasto impresso di lui era il tabarro che portava nei mesi freddi e questo suo modo incessante e ostinato di masticare tabacco: questa, allora, fra le persone anziane, era una pratica assai diffusa.

Devo essere comunque grato a queste mie zie che aiutarono economicamente la nostra famiglia nei momenti più difficili.

 
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