l'oratorio - Nuovo Progetto 2

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l'oratorio

i luoghi e i momenti

Da piccolo, verso l’età di sei anni, la domenica, appena dopo mangiato, mi recavo a dottrina… non prima… comunque… di aver visitato “la Bacioca”, un negozietto di dolciumi, per acquistare l’immancabile farina di castagne e la consueta liquerizia di legno.

La sede della parrocchia del Carmine, in via Paolo Gorini, era abbastanza vicina, tuttavia mi ci recavo  malvolentieri: alla domenica preferivo giocare… la dottrina mi sembrava come un secondo obbligo scolastico... ciononostante  ero comunque abbastanza bravo nel seguire e nell’apprendere la materia.

La signorina Emma, una signora zitella sulla cinquantina, ci faceva ripetere fino alla nausea delle domande e delle risposte del tipo: “Chi è Dio? Dio è l’essere perfettissimo creatore e signore del cielo e della terra”, oppure: “Dov’è Dio? Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo”… e così via…
Dopo la dottrina si giocava a calciobalilla, a ping pong, o ancora, a fare degli scherzi con l'immancabile gassosa munita di apposita stringa di liquerizia.

Un po’ più avanti, verso l’età di nove-dieci anni, ho cominciato a frequentare l’oratorio tutti i giorni per giocare a pallone. Il terreno da gioco era praticamente il cortile asfaltato del caseggiato, le porte erano pitturate sul muro e le linee di fine campo erano rappresentate da solidi muri.

Era una struttura pericolosissima, dotata "generosamente" di tutte quelle possibili barriere e di tutti gli ostacoli immaginabili (compresa una pianta), per procurarsi incidenti anche piuttosto seri... a me è andata abbastanza bene... anche perché ho le ossa molto dure…



 
 
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