la prima comunione - Nuovo Progetto 2

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la prima comunione

ricorrenze e 1a comunione

Sulla mia Prima Comunione e sulla Cresima (allora si facevano assieme) ho dei ricordi un po’ alterni.
Ricordo l’ansia, il timore e le preoccupazioni della vigilia per la confessione e per le prove di comunione con particole non consacrate, mentre sul giorno della cerimonia ho pochi ricordi sulla parte strettamente religiosa, molti sugli aspetti esteriori  prima e dopo le funzioni.

Rammento che quel giorno mi pesò moltissimo: non mi è mai piaciuto essere al centro dell’attenzione di tutti... il ruolo di protagonista non mi ha mai entusiasmato!

Quella mattina quando incominciai a vestirmi ero visibilmente emozionato: indossai prima la  camicia di popeline bianca (con le stecchine al collo per mantenerlo ben dritto); mi misi un magnifico farfallino di seta color argento; mi infilai un bellissimo abito blu di gabardine (fatto dalla zia Ginin), con giacca moderna senza bavero e, quel che più conta… con i calzoni lunghi; calzai poi un paio di scarpe nere di vernice; mi misi i guanti di cotone bianchi e per ultimo il tocco finale: un fazzolettino chiaro nel taschino!
Ero messo benissimo... non c’era distinzione con gli altri comunicandi di “buona famiglia”… mia mamma aveva fatto l’impossibile!
Anche il mio padrino, mio zio Ernesto, era vestito molto bene, ma non solo, oltre a questo, va detto, che quel giorno era anche fornito di una straordinaria  e infinita pazienza!

Ricordo molto bene la gita pomeridiana in macchina: con noi c’era anche “il signor Antonio” un vecchio amico di papà di Roma  e con la sua “Fiat Giardinetta” siamo andati a trovare una anziana  parente  a Visino, una frazione di poche decine di anime, di Valbrona, nell’alta collina comasca.
Per fortuna avevo già dismesso gli abiti da cerimonia… in quella macchina, pigiati all’inverosimile, faceva esageratamente caldo… così, dopo i fasti memorabili della giornata, ho dovuto sopportare l’altrettanto indimenticabile tortura di un viaggio massacrante!



 
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