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la radio - la TV- il cinema

i luoghi e i momenti

Aveva un gran mobile in legno massiccio, forse in noce, delle grosse manopole in bakelite, e una voce calda  e possente: era la mia radio... la mia fedele amica e compagna di sempre...
Da piccolo ricordo le tante commedie radiofoniche, fra queste "I tre moschettieri"; le partite della nazionale e i commenti del mitico Niccolò Carosio, l’uomo del quasi goal; gli eventi del ciclismo legati al duello tra Bartali e Coppi; i primi festival di Sanremo e i cantanti di allora; le voci inconfondibili di Nunzio Filogamo e di Silvio Gigli.

Dal 1954, quando avevo sette anni, arrivò la televisione. Erano poche le famiglie che se la potevano permettere e gran parte della gente la vedeva nei luoghi pubblici come i bar. Ricordo molto bene che mio papà il giovedì sera mi portava al bar trattoria “Le du ciaf” (Le due chiavi), per vedere “Lascia o Raddoppia", una programma di grandissimo successo presentato da Mike Buongiorno. Una trasmissione a quiz in cui divennero famosi alcuni personaggi come Mariannini, la Bolognani, Regoli e tanti altri, per i quali si stava in ansia e si trepidava per le risposte.

Ricordo poi "Il Musichiere" con Mario Riva, una sfida a base di canzoni; l’amico degli animali con il famoso dottor Lombardi e il domestico  Andalù e, tra un programma e l’altro, gli “avvincenti” intervalli con greggi sterminati di pecore…
Rammento anche la TV dei ragazzi: la signora Agar, mamma del mio amico Diego, ci portava spesso da Cucusi, una latteria-gelateria, dove a fronte di una consumazione obbligatoria di almeno venti lire procapite, assistevamo alle strabilianti avventure di “Rin Tin Tin” o agli avvincenti episodi di “Zorro”

Stanlio e Ollio furono invece gli attori protagonisti del primo film che ho visto in una saletta dell’oratorio: una proiezione straziata e martoriata dai continui inceppamenti di una pellicola ormai stanca di vivere!

Ma i film più importanti li ho visti all’età di otto, nove anni in sale cinematografiche vere e proprie con mia mamma e penso anche a mio fratello. Ricordo in particolare di aver visto “La Tunica” al cinema “Gaffurio” e “I Dieci Comandamenti” al cinema “Mignon”; ricordo anche che per quest’ultimo ci siamo fermati in sala a rivederlo due volte; questa pratica, abbastanza diffusa, veniva chiamata “fà pignatina” (vedere il film più volte e quindi portarsi il mangiare da casa in una piccola pentola)


 
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