la strada - Nuovo Progetto 2

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la strada

i luoghi e i momenti

Allora, per noi bambini, la strada rappresentava la libertà, un momento di distacco dalla scuola e dalla famiglia, un momento in cui, soli, potevamo dare libero sfogo al nostro istinto e alle nostre passioni.

Durante la seconda infanzia e nella bella stagione, di solito, dopo l’impegno scolastico e una abbondante merenda, mi precipitavo letteralmente in strada. La strada per me e per i miei amici era tutto: divertimento, gioco, antagonismo, solidarietà, paura, trasgressione...

I luoghi dove bazzicavamo erano quelli antistanti piazza Zaninelli e circostanti l’arco di Porta Cremona, e quindi la zona del primo Passeggio, quella del monumento ai Caduti, quella della fontana e della chiesa Delle Grazie, del primo pezzo di corso Roma e della salita Federico II… era questo il nostro territorio... il nostro ambiente…

Allora quella zona era fra le più belle di Lodi: ricordo in particolare quella riva piuttosto ripida dove passava a vista la roggia Molina e dove sprezzanti del pericolo  giocavamo; ricordo la fontana con i pesci rossi e quel tiglio vicino che d’estate dispensava un fresco straordinario; ricordo le siepi dei giardini che per noi rappresentavano degli ostacoli naturali verso i quali esercitare dei poderosi salti; ricordo i poveri ippocastani regolarmente presi di mira con lanci di sassi; ricordo anche le catene (tese fra due colonnine di granito) della salita Federico II usate come altalene, dove, ahimè, sono caduto picchiando pericolosamente la testa… e tante altre cose ancora...

Quando oggi passo dal primo tratto di corso Roma mi vengono in mente le facce dei negozianti e le botteghe di allora: mi ricordo “el prestine Santino", “el cervele” siur Gino", el scarpe” Egi”; "la Bacioca", “la frutareula siura Rosa", “el tabache” Serafin”… e via dicendo... oggi quei negozi sono tutti cambiati... l'unico "baluardo" rimasto è l'inossidabile "Pasticceria del Corso"

 
 
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