le collezioni - Nuovo Progetto 2

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le collezioni

i luoghi e i momenti

La prima era strettamente collegata alla cosiddetta merenda pomeridiana. A cominciare dai sette-otto anni il tradizionale pane e zucchero (tanto raccomandato dai dentisti), lasciò il posto ad un deliziosa conserva di frutta: era il Cremifrutto Althea,  un cubetto di marmellata abbastanza denso, dal sapore tra il dolce  e l’acidulo, avvolto in una pellicola trasparente che custodiva al proprio interno un francobollo da collezione... e così… più si mangiavano marmellate e più francobolli si raccoglievano!
Era un passatempo che mi prendeva moltissimo e che mi appassionava oltremisura: i francobolli rappresentavano per me qualcosa di vivo, delle piccole raffigurazioni  che stimolavano la mia fantasia e la mia curiosità… guardandoli cercavo di immaginare  quegli avvenimenti, quelle nazioni, quei fiori, quei personaggi in essi raffigurati…spesso ricorrevo a un vecchio atlante di mio papà per localizzare "a spanne" alcuni paesi di cui non conoscevo l’esistenza.  Era importante stabilirne la provenienza in quanto, se ben ricordo, li avevo classificati secondo tre gruppi principali: Italia, Europa e Mondo a cui corrispondevano tre diversi quaderni, sistemati e arrangiati come dei veri e propri cataloghi!

Un’altra collezione a cui tenevo moltissimo era quella delle figurine della collana “Ruote–Vele-Ali”: una raccolta sui mezzi di locomozione di terra, di acqua e di aria, dalla preistoria ai giorni nostri. La materia particolarmente ampia, il periodo altrettanto vasto e la voglia interessata degli editori di “allungare” oltremisura la storia, contribuivano a rendere questa raccolta praticamente interminabile; ricordo ad esempio che la scoperta primitiva della ruota, seppur importantissima, veniva rappresentata da un numero spropositato di immagini che la ritraevano sotto multiformi prospettive. Nonostante ciò queste figurine mi conquistavano e  mi attraevano: avevano suscitato in me un interessamento quasi morboso di cui non ho mai capito il perché!
Parlando delle figurine in genere e di queste in particolare, non si può non considerare la “dolorosa” e inevitabile situazione dei “doppioni”…le figurine doppie erano spesso oggetto di scambio oppure di gioco, dove costituivano  al tempo stesso il mezzo e la posta!  Con queste si giocava “a muro” o a “sopra-sotto”  Di solito si giocava in due: il gioco “a muro” consisteva nel lanciarle avvicinandosi maggiormente al muro; con quello del “sopra-sotto”, si doveva sovrapporre la propria a quella dell’avversario… naturalmente chi vinceva si prendeva la figurina dell’altro.

Nei giochi e nei passatempi di strada si andava a mode… quell’anno, non ricordo esattamente quale, durante l’estate era “scoppiata” la moda di andar per farfalle e così io e due altri miei compagni ci siamo in un certo senso adeguati: con un piccolo retino passavamo gran parte delle giornate a raccogliere farfalle, o meglio, a cercar di raccoglierle! Non era certo un’impresa facile, in quell’occasione ci siamo resi conto quanto fosse vero quel  detto che intramezzava il mare con il dire e con il fare: alla difficoltà in sé oggettiva se ne aggiungeva un’altra derivante dalla inadeguatezza del retino…troppo stretto e troppo corto! Con questo arnese potevamo solo tentare la cattura di farfalle ferme, ma anche in questo modo apparentemente semplice, le farfalle sotto mira a pochi centimetri, quasi sempre inevitabilmente ci beffavano con gran balzo in direzioni sicure.  
Noi, comunque, ci affidavamo, più che alla provvidenza, alla legge dei grandi numeri… dopo ore ed ore di tentativi e di soffici appostamenti una o due farfalle, forse le meno sveglie, “cadevano” nella rete. E così ci siamo messi a gestire un piccola collezione: avevamo diversi fogli di compensato e su questi, con uno spillo, appendevamo i poveri lepidotteri. Questa raccolta ci entusiasmava…spesso stavamo a rimirare i vari esemplari a bocca aperta... eravamo incantati per la bellezza e per l’insieme  dei loro colori... per noi erano come dei piccoli trofei che con orgoglio mostravamo a tutti.


 
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