le vacanze - Nuovo Progetto 2

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le vacanze

i luoghi e i momenti

L’anno scolastico si concludeva: finite le lezioni e ritirate le pagelle incominciavano le tanto sospirate vacanze; erano lunghe e calde e soprattutto cariche di opportunità di svago e di gioco... per la strada, al Grest o al fiume.

All’Adda, il fiume di Lodi, ci andavo con i conoscenti del caseggiato: verso il primo pomeriggio si partiva in bicicletta con la sacca a tracolla e si raggiungeva una delle “spiagge” che il fiume tanto generosamente offriva. Non erano certamente le spiagge comode e attrezzate di oggi, erano dei luoghi intatti dal punto di vista paesaggistico e ambientale, dove si giocava, si prendeva il sole, e si faceva il bagno… anche le acque, allora,  erano ancora pulite... una volta nei fiumi si faceva il bagno... oggi si fa il bagno solo una volta!!!

Ma i ricordi che più mi sono rimasti impressi, nel bene e nel male, riguardano quelle due o tre settimane, che dai sei ai dodici anni, passavo regolarmente in colonia… al mare.

Ricordo che prima di partire mia mamma era indaffarata a cucire microscopici numeri su tutti i miei indumenti, una sorta di matricola per identificare il proprio vestiario; ricordo l’affido di un modesto “fondo cassa” (poche centinaia di lire) con relative raccomandazioni riguardanti la custodia della “piccola fortuna”
A parte i momenti di malinconia per la lontananza da casa e dai genitori, in colonia le giornate passavano rapidamente: si incominciava alla mattina con la ginnastica e la colazione, per poi raggiungere in fila, a due a due, il mare.

In spiaggia l’ombra era garantita da una o più tettoie ricoperte da canne di bambù, dove si svolgevano gran parte delle attività, da quelle organizzate di gruppo come il canto o il gioco della bandiera, a quelle libere come i giochi sulla sabbia e fra questi il gioco del tanto amato “pimpi”
Il “pimpi” era un pezzo di filo di ferro con una estremità  ad occhiello arrotondata, questo lo si lanciava appoggiato a varie parti del corpo partendo dalle dita di una mano sino ad arrivare alla spalla e al mento… vinceva chi faceva meno errori… il “pimpi” si doveva infilare, senza cadere, nella sabbia… Naturalmente chi perdeva doveva pagare pegno da sciegliere fra le seguenti arcinote categorie: dire, fare, baciare, lettera, testamento.
Il momento più atteso era comunque quello del bagno… scherzi, schizzi d’acqua, prove di nuoto, strilli, bevute d’acqua salata… questo insieme di animate e accalorate  situazioni costituiva il bagno… il tutto governato dalle sorveglianti con i loro assordanti fischietti.


 
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