mia mamma - Nuovo Progetto 2

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mia mamma

le persone

Mia mamma è nata a Lodi il 29 luglio del 1915 e si chiamava Maria, per mio padre Mariuccia. Era figlia unica e dalle foto che la ritraggono da giovane era molto bella: insomma ho avuto due genitori bellissimi.

Dovendo parlare un po’ della sua vita, partirò da  un documento: il suo libretto di lavoro; da questo si desume che incominciò a lavorare nel 1931, all’età di 16 anni, presso il Lanificio Varesi-Lombardo di Lodi come operaia spolatrice e qui rimase con dei periodi di inattività dovuti ai parti, fino al 1946. In seguito per sostenere la famiglia, soprattutto durante i periodi di disoccupazione di mio padre, lavorava a servizio presso il maestro Negroni. Restò vedova molto presto all’eta di 43 anni.

I ricordi che ho di lei prevaricano il periodo dell’infanzia: con lei, in casa, ho vissuto sino al 1981, anno in cui mi sono sposato.
Ma parlando di mia madre durante il periodo della mia fanciullezza mi viene in mente una parola sola: straordinaria.
Una donna dall'aspetto fisico esile, ma con un carattere forte disposta a sacrificarsi oltre misura per il bene della famiglia.

A differenza di mio padre, era sempre disposta a perdonarmi, qualche volta mi sgridava ma raramente usava le mani.
Ricordo quando alla mattina appena svegliato, mi teneva in braccio e quasi per garantirmi un dolce risveglio, delicatamente  mi crogiolava fra le sue braccia; rammento quando pazientemente mi “provava la lezione”; ricordo i suoi sforzi per accontentarmi nel mangiare, proponendomi, ogni tanto, una buona pastasciutta, in alternativa alla solita odiata minestra e all’immancabile detestata crescenza; rammento quali sacrifici era disposta a fare per vestirmi in modo dignitoso, alla pari con i miei amici; ricordo quando mi somministrava il tanto disprezzato olio di fegato di merluzzo o l'ottimo bicchierino di "Ferrochina Bisleri" a modi ricostituente.
Insomma lei era lei… non rara… ma unica!


 
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