mio fratello - Nuovo Progetto 2

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mio fratello

le persone

Mio fratello è nato a Lodi il 2 gennaio del 1943 e gli è stato dato il nome di Michelangelo.
Mia mamma lo chiamava Michele, altri Angelo e, altri ancora, Michelangelo.
Io, che non chiamo mai le persone per nome, ero forse l’unico a non aver problemi sulla scelta!

Con mio fratello non ho mai legato moltissimo: c’era sempre una sorta di soggezione e diffidenza reciproca che ci impediva spesso di dialogare.
Forse la differenza di età (quattro anni) ci ha posto su due livelli diversi dove, in un certo senso, ciascuno vedeva con distacco i problemi dell'altro: insomma, per usare una metafora, eravamo come due mondi non del tutto comunicanti.
E’ strano come ora, nella mia mente, una sorta di nebbia abbia offuscato quasi completamente la sua presenza quotidiana in famiglia… nella vita di tutti i giorni ricordo quasi di aver vissuto da solo… solamente alcuni momenti e pochi episodi ora mi portano a lui.

Ricordo che quando era giovincello, verso i 14 anni, aveva una sorta di mania per i capelli: li curava moltissimo con  quantità abbondanti di brillantina "Brylcreem" e alla sera, prima di coricarsi, li pettinava accuratamente per poi proteggerli dalla “bufera” notturna con un’orrenda  retina color marrone.
Sempre a quell’età, ricordo anche la sua partecipazione ad una gara ciclistica  che si svolgeva, a modi circuito, sui passeggi a Lodi. Io ero tra il pubblico a tifare per lui e debbo dire anche  con una certa soddisfazione in quanto nei giri iniziali era sempre tra i primi; il mio compiacimento scemò improvvisamente verso il quarto o quinto giro quando, con mio gran dispiacere non privo di una certa preoccupazione, sparì letteralmente dalla circolazione: lo vidi poi a fine gara seduto su una panchina con la bicicletta accanto, sconsolato e stremato oltre misura per l’inutile sforzo profuso.   

Ma a parte questi episodi, uno in particolare,  mi è rimasto impresso: la ferita al mio povero pollice della mano sinistra (di cui porto ancora il segno) provocata dal lancio maldestro di una boccia da parte di mio fratello nel cortile delle ACLI.
Mi ricordo il pianto e il sangue che sgorgava, l’unghia mezza rovinata e la corsa al pronto soccorso dove non ho ricordi chiari sul trattamento riservato al mio povero artiglio!



 
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